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mangiare bene per una pelle sana

Intervista a Laura Lodi, dietista PCM.

Laura Lodi dietista

Quale può essere l’origine dei problemi dermatologici?

Molte malattie della pelle (psoriasi, eczemi, dermatiti da contatto, orticarie e allergie alimentari, acne, rosacea e dermatite seborroica) sono croniche e senza una cura definitiva, e spesso richiedono continui trattamenti con farmaci antibiotici o immunosoppressori che riescono solo a calmare temporaneamente i sintomi senza risolvere mai la causa del problema.

Cerchiamo invece di capire le cause del problema: queste malattie sembrano infatti avere una importante correlazione con il cibo e si associano ad una serie di altre patologie infiammatorie intestinali oltre a presentare una forte componente psicosomatica, quando scatenate da forti traumi psichici o momenti di stress.

L’approccio “classico” al problema del rapporto tra cibo e malattie della pelle è però tuttora troppo spesso limitato alla ricerca, anche attraverso test sempre più precisi e raffinati, del cibo “nemico” da eliminare per risolvere il problema.

 

Eliminare completamente alcuni alimenti è la scelta giusta?

Spesso non si eliminano i veri responsabili delle malattie infiammatorie e della pelle.

La ricerca di questa relazione diretta tra alimenti e sintomi cutanei o extracutanei della patologia, spinge i pazienti ad escludere dalla propria alimentazione i cibi considerati “cattivi”, senza preoccuparsi più di tanto della qualità e dell’equilibrio complessivo della loro alimentazione, rischiando spesso di eliminare dalla dieta anche alimenti non realmente responsabili delle loro patologie, a volte per lunghi periodi o in modo definitivo, rischiando di sostituirli con alimenti addirittura meno salutari ma considerati “sicuri”. Questi disequilibri possono comportare, dopo un iniziale miglioramento, la ricomparsa o l’aggravamento degli stessi sintomi, in relazione a cibi che in precedenza venivano ben tollerati.

Il Microbiota, il nostro tesoro di salute. Come agisce il microbiota sulla pelle?

I recenti studi sul Microbiota intestinale hanno evidenziato il ruolo fondamentale di questo vero e proprio “organo” nel mantenere la salute dell’ospite (noi) attraverso un contributo fondamentale al funzionamento dell’intestino e, di conseguenza, di tutto il sistema immunitario, endocrino e nervoso che all’intestino sono così strettamente collegati.
La letteratura ha ormai chiarito che quando ci alimentiamo non stiamo nutrendo solo noi stessi, ma anche tutti quei batteri, funghi e virus che popolano il nostro tratto gastrointestinale, dal cavo orale fino al colon, ossia l’ultimo tratto dell’intestino. E solo quando tutti questi microrganismi sono nel giusto equilibrio, in un ambiente favorevole, possono svolgere la loro funzione di mantenere la barriera intestinale in salute, di contrastare l’invasione da parte di altri microrganismi patogeni, di modulare il sistema 

immunitario, di consentire l’assorbimento e il passaggio in circolo di tutte quelle sostanze che sono fondamentali per l’organismo e bloccare invece il passaggio di scorie, tossine e macromolecole allergeniche non correttamente digerite.

Quando l’utilizzo di antibiotici o altri farmaci, l’adozione diete troppo selettive o sbilanciate, l’abuso di alcool, la sedentarietà e lo stress causano uno squilibrio tra questi microrganismi, che prende il nome di disbiosi, allora si avrà un malfunzionamento della barriera intestinale e l’innesco di un’infiammazione che pian piano si estenderà inevitabilmente a tutto l’organismo. Ecco che dalla disbiosi intestinale possono nascere tutta una serie di patologie infiammatorie, allergiche e autoimmunitarie che alla fine andranno a colpire anche un organo apparentemente distante come la pelle.

Come deve intervenire la Dietista?

Il ruolo fondamentale della Dietista in questo contesto è studiare a fondo l’alimentazione del paziente per identificare eventuali abitudini alimentari scorrette (tra cui spesso l’eccesso di zuccheri semplici, farine raffinate e grassi processati), possibili carenze e/o sovraccarichi e, in sinergia con il trattamento dermatologico, insieme all’utilizzo di integratori e probiotici, rieducarlo ad una dieta che definiamo “eubiotica” cioè in grado di ripristinare e mantenere il benessere dell’intestino e del suo microbiota. Nell’ambulatorio di Dermobiotica del policlinico di Modena e in libera professione presso PCM mi occupo esattamente di questo.

Cos’è l’alimentazione eubiotica?

Alla base di questa alimentazione c’è l’equilibrio dei macronutrienti ossia carboidrati, proteine e grassi che, rispettando i fabbisogni individuali, vengono inseriti ad ogni pasto principale inclusa la colazione. I prodotti scelti per comporre questi pasti devono essere integrali, meglio se biologici, favorendo pietanze al naturale e il “fatto in casa”. La verdura occupa fino al 50% del pasto, oppure, nel caso della colazione, la principale fonte di fibra può essere la frutta. Vengono riabilitati grassi buoni quali frutta secca, olio extravergine d’oliva, olio di cocco e burro chiarificato o Ghee che sono inseriti in quantità significative più volte al giorno. I prodotti a lunga fermentazione e lievitazione dovranno poi essere i protagonisti di questo stile di vita, ne sono un esempio yogurt, kefir, verdure fermentate come i crauti e prodotti da forno con sola pasta madre, non tanto per i probiotici che apportano, ma soprattutto perché i processi fermentativi aiutano a predigerire molecole complesse come lattosio o glutine, e arricchiscono l’alimento di nutrienti come vitamine e acidi grassi a corta catena che ad esempio sono essenziali per il funzionamento della barriera intestinale.

 

Laura Lodi, profilo

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